1) Accordo di conciliazione in tribunale
2) Ricorso contro CD Europe per attività antisindacale

Tribunale di Brescia,

sezione del Lavoro e della Previdenza ed Assistenza Obbligatoria

VERBALE DI CONCILIAZIONE

Nel procedimento ex art. 28 L.300/1970, innanzi al giudice del Lavoro, dott. Giuseppe Magnoli, iscritto al ruolo dell'anno 2001 al numero 10027,  promosso con ricorso depositato in data 26 gennaio 2001

da

F.I.O.M. C.g.i.l.. di Brescia, in persona del legale rappresentante pro tempore,  rappresentato e difeso,  giusta delega a margine del ricorso introduttivo dall'avvocato Antonio Carbonelli,  procuratore domiciliatario con studio in Brescia, via Divisione Tridentina n.10,

Parte ricorrente

contro

C.D.  Europe  S.r.l.,  in  persona  del  legale  rappresentante  pro tempore, ragionier Consadori Piergiuseppe,

Parte resistente,

alla udienza del 29.01.2001, le parti hanno conciliato la lite alle seguenti condizioni:

a)  La  società convenuta riconosce  alla  F.I.O.M.  il potere di indire l'assemblea sindacale retribuita secondo il disposto di cui all'art.l della disciplina generale sezione seconda del contratto CCNL addetti all'industria metalmeccanica privata e di installazione impianti, che applica in azienda;

b)  La società si impegna a consentire l'affissione in bacheca del comunicato  sindacale  col  quale  si  porta  a  conoscenza  dei lavoratori  la data e  l'ora della assemblea come  convocata dall' organizzazione sindacale;

c)  La società provvederà a ciò mediante proprio personale;  il comunicato   sindacale   verrà   consegnato   alla   persona ordinariamente  addetta  alla  ricezione  di  atti  ed  alla corrispondenza; si provvederà in giornata all'affissione del comunicato;

d)  La comunicazione dovrà avere luogo per lo meno due giorni prima della assemblea; il sindacato comunicherà all'azienda il nominativo del sindacalista delegato a parlare in assemblea; l'azienda  si  impegna  a non impedire a detto  sindacalista l'accesso allo scopo suddetto; l'assemblea si terrà in idoneo locale, un tempo adibito a mensa, interno allo stabilimento, ma esterno rispetto al reparto produttivo;

e)  Parte convenuta,  senza nulla riconoscere,  al solo scopo di dirimere  la  lite,  si  impegna  a  versare  all'avv.  Antonio Carbonelli,  a titolo di concorso spese legali,  la somma di £………………., oltre accessori di legge;

f)   Le parti dichiarano che col presente atto la lite si intende definita, e che nulla hanno più a che pretendere in relazione ai fatti oggetto del presente giudizio.

                                                                                                                            

L.C.S.

Per la parte sindacale  avv. Antonio Carbonelli, munito di procura a transigere.

Per la societa convenuta  l'amministratore unì   ragionier Giuseppe Consadori.

                                                          

Il Giudice del Lavoro:                          Giuseppe Magnoli

 


IL TESTO DEL RICORSO
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avv. Antonio Carbonelli

 

Tribunale di Brescia - sezione lavoro

Ricorso ex art 28 L.300/70

Per la FIOM - Federazione Impiegati Operai Metallurgici di Brescia, in persona del Segretario Generale pro tempore Osvaldo Squassina, con sede a Brescia in piazzale Repubblica n.1 ed elettivamente domiciliata a Brescia in via Divisione Tridentina n. 10 presso lo studio dell 'avvocato Antonio Carbonelli che la rappresenta e difende per delega a margine del presente ricorso,

contro

la CD. Europe s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, con sede in via Galilei, 6-25068 Sarezzo (Bs), avente per oggetto repressione della condotta antisindacale.

In linea di fatto

1.     La convenuta è azienda metalmeccanica che occupa circa venti lavoratori, avente per oggetto la produzione di fucili.

2.     Lunedì 8 gennaio 2001 il signor Paolo Franzoni, dirigente della FLO.M-C.G.IL di Brescia, ha comunicato all 'azienda che giovedì il gennaio 200] si sarebbe tenuta una assemblea dalle ore 1600 alle ore 17.00, avente per oggetto la discussione delle problematiche inerenti al C. C.N.L. e con la partecioazione del medesimo Paolo Franzoni (doc. 1)

3.     Giovedì li gennaio il signor Franzoni si è recato presso l'azienda per l'assemblea, ma due impiegate gli hanno consegnato una comunicazione con cui l'azienda ne rifiutava la convocazione, asserendo che "non ci è pervenuta nessuna richiesta in merito dalle nostre maestranze" (doc.2), e lo hanno informato di avere avuto ordine di non consentire che fosse tenuta l'assemblea.

4.     La F.I.O.M-C.G.LL. di Brescia ha incaricato il signor Franzoni di provare a convocare nuovamente l'assemblea.

5.     Venerdì 19 gennaio il signor Franzoni ha comunicato all 'azienda che lunedì 22 gennaio si sarebbe tenuta un 'assemblea dalle ore 1600 alle ore 17.00, avente per oggetto la discussione delle problematiche inerenti alla piattaforma del C.C.N.L. e con la partecipazione del medesimo Paolo Franzoni (docc.3-4).

6.     In riscontro a questa nuova comunicazione di convocazione dell 'assemblea l'azienda non si è nemmeno degnata di formulare una nuova risposta, e si è limitata a inviare altra copia della precedente comunicazione di rifiuto, con l'aggiunta "per eventuali comunicazioni siete pregati di contattare il ns. consulente geom. Cabrioli" (doc. 5).

7.     il signor Franzoni ha anche trasmesso al "consulente" copia della comunicazione di convocazione dell 'assemblea e della risposta dell 'azienda, con la precisazione: "rimango in attesa di una vostra risposta sulla possibilità di effrttuare per oggi pomeriggio l'assemblea retribuita" (doc. 6)

8.     In riscontro a quest'ultima il "consulente" dell 'azienda ha risposto che "sia il titolare dell 'azienda  sia il consulente del lavoro della stessa  sono fuori sede per la durata di una settimana" (doc. 7).

9.     I lavoratori interessati dalla piattaforma nazionale di rinnovo del C. C.N.L. industria metalmeccanica privata hanno la possibilftà di esprimere la propria posizione sul contenuto della piattaforma medesima entro il termine inderogabile di venerdì 2febbraio 2001.

10.  Di conseguenza il nfluto della convenuta pregiudica non soltanto il diritto all'assemblea, non soltanto l'immagine e il ruolo del sindacato, ma persino la possibilità dei lavoratori di esprimere la propria posizione sul contenuto della piattaforma di rinnovo del C. C.N.L.

In linea di diritto

Dinanzi a certi comportamenti aziendali sembra che trent 'anni di applicazione dello Statuto dei lavoratori non siano serviti a niente.

L'articolo 20 dello Statuto dei Lavoratori dispone che "I lavoratori hanno diritto di riunirsi, nella unità produttiva in cui prestano la loro opera, fuori dell 'orario di lavoro, nonché durante l'orario di lavoro, nei limiti di dieci ore annue, per le quali verrà corrisposta la normale retribuzione. Migliori condizioni possono essere stabilite dalla contrattazione collettiva.

"Le riunioni - che possono riguardare la generalità dei lavotatori o gruppi di essi - sono indette, singolarmente o congiuntamente, dalle rappresentanze sindacali aziendali nell 'unità produttiva, con ordine del giorno su materie di interesse sindacale e del lavoro e secondo l'ordine di precedenza delle convocazioni, comunicate al datore di lavoro.
"Alle riunioni possono partecipare, previo preavviso al datore di lavoro, dirigenti esterni del sindacato che ha costituito la rappresentanza sindacale aziendale.
"Ulteriori modalità per l'esercizio del diritto di assemblea possono essere stabilite dai contratti collettivi di lavoro, anche aziendali".
L 'articolo i della disciplina generale - sezione seconda del C. C.NL. industria metalmeccanica privata dispone che "L'esercizio dei diritto di assemblea dei cui all' 'articolo 20 della legge n. 300 del 20 maggio 1970 avrà corco nel rispetto delle seguenti modalità:

1) la convocazione sarà comunicata alla Direzione con preavviso di 2 giorni e con indicazione specifica dell 'ordine del giorno;
2) le Organizzazioni sindacali stipulanti e/o la Rappresentanza sindacale unitaria convocheranno l'assemblea.
3) le Organizzazioni sindacali stipulanti e/o la Rappresentanza sindacale unitaria nel convocare assemblee." Di conseguenza in primo luogo la convocazione dell 'assemblea compete al sindacato (e/o alle R.S U, che nell 'azienda convenuta non sono attualmente presenti).

In secondo luogo l'azienda deve essere preventivamente informata della convocazione della assemblea, ma non le è assegnata alcuna ulteriore competenza al riguardo.

Ora, in linea generale è ormai opinione consolidata tra gli interpreti che I 'articolo 28 dello Statuto dei lavoratori costituisce norma tesa a garantire l'effettivo godimento dei diritti sindacali e, più in generale, "a tutelare da ogni attentato la presenza sindacale in azienda e ad assicurare l'effettivo rispetto del diritto di libertà e attività sindacale" (per tutti GRANDI-PERA, Comm. Breve allo Statuto dei Lavoratori, pag. 49).
La fattispecie astratta di riferimento viene individuata attraverso l'indicazione dei beni tutelati (libertà e attività sindacale, diritto di sciopero, diritto di assemblea..) e la previsione della illiceità di qualsivoglia comportamento idoneo a ledere tali beni.
Alla atipicità della condotta illecita corrisponde l 'atipicita della risposta sanzionatoria, attraverso il decreto con il quale il Giudice del Lavoro ordina "la cessazione del comportamento illegittimo e la rimozione degli effetti".

Come autorevolmente sostenuto nella dottrina giuslavoristica infatti, con l'articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori il legislatore - proprio alfine di evitare il pericolo che il datore di lavoro, abusando del potere derivante dalla posizione predominante da lui assunta nella organizzazione produttiva, possa frapporre ostacoli al libero esercizio dei diritti costituzionalmente garantiti attinenti all 'attività sindacale e al diritto di sciopero - ha inteso fornire ai sindacati del lavoratri un particolare strumento giudiziario a tutela ditali diritti, sanzionando la condotta illegittima del datore di lavoro lesiva di questi, lasciando peraltro volutamente imprecisata la descrizione dei comportamenti non consentiti, ricorrendo a una definizione non analitica ma teleologica, che consente di ritenere vietate tutte quelle condotte che si rivelino idonee ad arrecare offesa ai beni protetti.

Da ciò si è fatto derivare che per l'individuazione del comportamento antisindacale sia irrilevante l'elemento intenzionale, dovendo farsi rientrare fra le condotte in questione non solo quelle tipiche di violazioni di disposizioni legali o contrattuali poste a tutela della esplicazione dei diritti, ma persino quelle che in sé lecite (e non è il caso di specie), abbiano "l'obbiettiva idoneità a produrre il risultato che la legge intende impedire, e cioè la lesione della libertà sindacale e del diritto di sciopero", con la conseguenza che "la sussistenza o meno di un intento del datore di lavoro di ledere tali diritti non è necessaria né sufficiente" (così, testualmente, cass. SS. UU 12 giugno 1997, n.5295, in Foro it. 1997-I-2416 - Guida al diritto 1998, 32/33,24 - Riv. it. dir. lav. 1998,II,55).

Occorre pur sempre che il comportamento, perché possa definirsi antisindacale, abbia prodotto "il risultato che la legge intende impedire, e cioè la lesione della libertà sindacale e del diritto di sciopero".

Tuttavia "qualsiasi comportamento che sia idoneo ad arrecare pregiudizio tra l'altro alla piena e libera esplicazione nell 'ambito aziendale dei compiti che l'ordinamento attribuisce alle rappresentanze dei lavoratori per assicurare gli interessi individuali e collettivi di questi ultimi, intendendo così garantirsi la protezione del diritto delle organizzazioni sindacali allo svolgimento dell 'attività sindacale in azienda, diritto il cui contenuto è anche esso atipico, non facendosi nferimento, sotto il profilo oggettivo, a una sua definizione nell' articolo 14 dello Statuto dei Lavoratori, limitandosi questo alla proclamazione del principio dei diritti dei lavoratori alla costituzione di associazioni sindacali, di adesione a queste e dello svolgimento dell 'attività sindacale all 'interno dei luoghi di lavoro, derivandone che il concreto contenuto del diritto di attività sindacale, almeno nella parte in cui la stessa può comprimere il potere organizzativo e direttivo dell 'imprenditore, è rinviata alle disposizioni di cui al titolo III dello stesso Statuto, salve più ampie previsioni eventualmente contenute in altre disposizioni di legge, nei contratti collettivi - nazionali o aziendali - o istituite per prassi aziendale" (cass. 1 dicembre 1999, n. 13383, in Mass. Giur. Lav. 4/2000, pag 340 ss).

Nel caso di specie riesce persino dìfficile commentare il comportamento della società convenuta, tanto si pone al di fuori di ogni regola civile.

Se fosse accettato come normale il comportamento della convenuta, si arriverebbe al punto che ogni azienda si riterrebbe autorizzata a minacciare di imporre le proprie condizioni nella dialettica sindacale e le proprie limitazioni all’ esercizio del diritto di assemblea. Ma nella presente vicenda quello che più sconcerta, e che conseguentemente costituisce un gravissimo comportamento antisindacale, che andrà necessariamente represso, è il palese e dichiarato intento di calpestare le organizzazioni sindacali e i lavoratori, con il reiterato rifiuto di consentire il legittimo esercizio del diritto di assemblea, in una situazione tale da compromettere non soltanto l'immagine e il ruolo del sindacato in azienda, ma persino la possibilità dei lavoratori di esprimere la propria posizione sul contenuto della piattaforma di rinnovo del C. C.N.L

Davvero sconcertante! Insomma il comportamento posto in essere dalla convenuta è un caso di antisindacalismo di scuola, e deve pertanto essere immediatamente represso.

Per questi motivi

la FI O.M - Federazione Impiegati Operai Metallurgici di Brescia, rappresentata e dìfesa come indicato in epigrafe,

ricorre

all' On.le Tribunale di Brescia - sezione lavoro contro la C.D. Europe s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, con sede in via Galilei, 6 - 25068 Sarezzo (Bs), perché, previa l'emissione dei provvedimenti di rito, previe tutte le declaratorie del caso, disattesa e respinta ogni contraria istanza o prospettazione e ai sensi e per gli effetti dell 'articolo 28 della legge 20 maggio 1970, n.300 voglia

dichiarare

antisindacale il comportamento posto in essere dalla convenuta descritto nel presente ricorso, consistito nell 'avere impedito lo svolgimento delle assemblee convocate per i giorni il gennaio e 22 gennaio 200].

In sede di rimozione degli effetti

inibire

alla convenuta di reiterare simili comportamenti;

ordinare

alla convenuta

a)   - di consentire che sia effettuata entro e non oltre venerdi 2 febbraio 2001 regolare assemblea per la discussione dell 'ordine del giorno per cui sono state indette le assemblee dei giorni 11 gennaio 2001 e 22 gennaio 2001, consentendo la partecipazione alla  assemblea dei signori Osvaldo Squassina e Paolo Franzoni;

b)   - di affiggere copia dell' emanando decreto di repressione della condotta antisindacale nella bacheca aziendale dei comunicati aziendali per almeno venti giorni;

c)   - di disporre la pubblicazione di copia integrale dell' emanando decreto per una volta, e a spese della convenuta, sui quotidiani "il Giornale di Brescia", "Bresciaoggi nuovo", 'il Sole 24 Ore" ai sensi dell 'articolo 120 del codice di procedura civile.

In via istruttoria

Si producono i seguenti documenti:
1. comunicazione di convocazione di assemb/ea per il giorno 11 gennaio 2001 -
2. comunicazione di rifiuto dell 'azienda -
3. comunicazione di convocazione di assemblea per il giorno 22 gennaio 2001 -
4. relativa lettera di accompagnamento -
5. seconda comunicazione di nfiuto dell 'azienda -
6. comunicazione al "consulente dell'azienda" -
7. comunicazione di rifiuto del "consulente dell 'azienda" –

8. articolo 1 della disciplina generale - sezione seconda del C.C.N.L industria metalmeccanica privata.

Solo all 'occorrenza, e senza alcuna inversione di oneri probatori, si chiede siano assunte sommarie informazioni sulle circostanze di fatto di cui al presente ricorso, nelle persone dei signori Paolo Franzoni e Daniele Passeri, con riserva di indicare altri nominativi (anche per ovvie ragioni di riservatezza).

In ogni caso

con vittoria di spese, diritti e onorari e relativi accessori di legge.

Con ossequio.

avv Antonio Carbonelli

Brescia, 26 gennaio 2001